Facebook di Michele Bollini Twitter di Michele Bollini Instagram di Michele Bollini Linkedin di Michele Bollini

Museo - CAGLIARI

Il Colonnello Carlo Boyl di Putifigari, occupandosi del progetto di ristrutturazione dell’edificio ex Polveriera del Regio Arsenale nel 1828, ne diede una chiara e definitiva connotazione formale: “l’edificio, posto perpendicolarmente al costone roccioso, è la quinta prospettica per il viale dei giardini”.
Non esiste apparentemente un'altra lettura, se non questa, per descrivere architettonicamente questo luogo. Tutto è regolato su questo principio che considera la facciata dell’edificio una sorta di scenografia teatrale in grado di esaltare la bellezza del luogo.La passeggiata lungo il viale, ci indica e ci conduce esattamente alla porta di ingresso dell’edificio ricavata sotto il pronao centrale, elemento architettonico voluto da Ubaldo Badas per sottolineare l’importanza di tale prospettiva. E’ un percorso che parte da lontano, riconducibile agli interventi del cosiddetto “Terrapieno”.
Certo i nostri illustri predecessori non potevano immaginare quale fosse il futuro di questa struttura, quali fossero le nuove esigenze e le nuove sfide ricettive. Nell’ambito degli interventi di trasformazione della città in cui viviamo,  gli obbiettivi posti nella pianificazione, rappresentano la possibilità straordinaria di costituire un “ponte” ideale, in grado di coniugare al meglio il “passato”, il “presente” e il “futuro” delle generazioni. Nel caso specifico il “passato” è costituito da una grande “idea storica” per Cagliari che si materializza per opera di Ubaldo Badas , nel complesso degli interventi urbanistici ed architettonici della “Passeggiata del Terrapieno”.
Il “Presente” dal fermento dell’attuale concorso di progettazione e dai progetti di rifunzionalizzazione delle grotte. Il “Futuro” è sicuramente rappresentato dell’area posta a Nord-Est, che possiamo definire come parte terminale di quel “sogno verde” che la “passeggiata del terrapieno” ha rappresentato dal 1928 fino ai giorni nostri. In questo scenario l’edificio della Galleria d’Arte si pone come “cerniera”, come elemento di connessione e di scambio, a tutti i livelli.

Ciò che questa proposta progettuale sostiene è che la struttura storica della Galleria non può più svolgere solamente un ruolo di “quinta” teatrale, ma deve tornare ad essere “protagonista” svelando dietro di se il nuovo potenziale ricettivo.
Sostiene che, un nuovo percorso espositivo, non può prescindere dall’attuale posizione dell’ingresso principale posto in asse con il viale dei giardini.
Quel percorso che “parte da lontano”, non può che proseguire diventando, esso stesso, asse distributivo per la nuova struttura.
Il riferimento architettonico più interessante nell’area di progetto è rappresentato dal sistema delle “Grotte”, ricavate all’interno del costone roccioso.
Esse, infatti, rappresentano il miglior compromesso tra architettura e natura. Sono veri e propri edifici invisibili in grado di aumentare la capacità ricettiva della Galleria.
L’area retrostante la Villa è pregevole tanto quanto l’area antistante. Rappresenta l’unica opportunità per la riqualificazione delle strutture che si affacciano su di essa.

Su questi fondamenti essenziali, l’idea progettuale non può essere altro che un “edificio che non c’è”, ipogeo, immerso nel verde, pensato per non apparire fisicamente, che possa “contenere” in se e sopra di se, contemporaneamente la fisicità di un percorso e la naturale evoluzione volumetrica della struttura museale.
Esattamente come lo sono le “Grotte”, ampliamenti volumetrici naturali che apparentemente non esistono, non sono visibili, ma che di fatto sono in grado di creare sinergia tra la struttura mussale e il luogo naturale nel quale sono straordinariamente inserite. La villa quindi diventa il punto di riferimento, di attrazione. Diventa finalmente protagonista del luogo in cui è inserita.
Intorno ad essa, gravitano strutture interrate e semi-interrate in grado di soddisfare le esigenze ricettive ed espositive pienamente inserite in un contesto naturalistico.