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Piazza Roma, Piazza Grimoldi - Como

 

1.Introduzione
Nell’ambito degli interventi di trasformazione della città in cui viviamo,  gli obbiettivi posti nella pianificazione, rappresentano la possibilità straordinaria di costituire un “ponte” ideale, in grado di coniugare al meglio il “passato”, il “presente” e il “futuro” delle generazioni.
Il “passato” è rappresentato dall’uso specifico che è stato fatto di questi luoghi, oggetto di riqualifi-cazione, e da ciò che hanno rappresentato per la Città di Como.
Il “Presente” dal fermento dell’attuale concorso di progettazione e dai progetti di riqualificazione del Lungo Lago e di Piazza Cavour.
Il “Futuro” sarà sicuramente rappresentato dalle aree limitrofe, che possiamo definire come parte terminale di quel grande “sogno pedonale” che la “Zona a traffico Limitato” rappresenta nelle volontà dello strumento di pianificazione adottato.
Ciò che questa proposta progettuale sostiene è che, all’interno dei progetti di riqualificazione delle citta contemporanee, il concetto di “PIAZZA” sia profondamente mutato.
Sia apparentemente tramontato il concetto di piazza come “deposito” dei valori simbolici della collettività per dare spazio a un concetto nuovo di “rappresentazione” della vita sociale.
Spesso nelle città contemporanee non sono le piazze progettate ad aggregare le persone ma sono i luoghi marginali e sfrangiati ad erigersi come rappresentativi della vita sociale e collettiva.
Quale sarà il futuro architettonico di Piazza Roma, Piazza Grimoldi e Piazza Volta? Cosa verrà realizzato davanti alle meravigliose “quinte” che cingono le aree e gli slarghi, delimitando luoghi di gande valore architettonico, culturale e paesaggistico?
Le domande provocatorie sono state, senza dubbio, lo stimolo progettuale più importante nell’allestimento di questa proposta che individua nella “rappresentazione della vita sociale”, una delle soluzioni possibili al quesito concorsuale.
Nel tessuto sociale della città di Como sono state individuate molteplici attività alle quali conse-gniamo simbolicamente e virtualmente questi luoghi, affinchè li plasmino, trasformandoli da semplici parcheggi per auto a luoghi fortemente connotati della vita sociale e collettiva.
Su questi fondamenti essenziali le idee progettuali si articolano definendo prima le nuove funzioni e successivamente gli interventi.
2.Piazza Grimoldi:

La proposta progettuale per  Piazza Guido Grimoldi affonda le radici nella sua evoluzione storica dal 1759 ai giorni nostri. Completando quello che le demolizioni storiche hanno permesso di fatto di ottenere, cioè il triplice affaccio della piazza, su via Grimoldi, su via Pretorio e su Piazza Duomo.
E’ centrata sull’idea di ridare un “Sagrato” alla facciata principale della chiesa di San Giacomo.
Cinta da una gradinata che ci accompagna alla nuova quota (circa un metro sotto l’attuale quota di Piazza Duomo), diventerà un luogo dove esercitare una serie di funzioni quali: piccole rappresentazioni o concerti all’aperto, piccoli spettacoli e/o esibizioni dei cori e delle cantorie, piccoli concerti serali nelle stagioni primaverili ed estive, luogo di incontro e socializzazione dopo le celebrazioni.
Sono queste le funzioni alle quali consegniamo virtualmente il compito di rianimare e riqualificare questo luogo, nella certezza che la loro trasformazione si compia in virtù delle attività che in essa si rappresentano, supportate da un adeguato sforzo progettuale.
E’ quindi una piazza ipogea, pensata per mettere il visitatore ad un livello inferiore rispetto a Piazza Duomo.
 Così facendo, si intende sottolineare la diversità degli spazi e ribadire l’assoluta importanza dei luoghi sacri, migliorandone la fruibilità pedonale e le vedute prospettiche sugli edifici di interesse storico/culturale.
Due rampe con pendenza adeguata servono la nuova piazza verso Via Caio Plinio e verso Via Guido Grimoldi, aumentandone il fascino prospettico verso il palazzo dell’arcivescovado e verso piazza Duomo. Un sistema di gradini cinge lo spazio ipogeo creando lungo il perimetro una cortina di sedute poste ad anfiteatro, in stretta relazione  con l’edificio del Broletto.
Sarà pavimentata in lastre di porfido nelle diverse colorazioni naturali del materiale, con inserti in granito bianco, in continuità con le preesistenti. Il disegno della pavimentazione progettata sottolinea l’andamento dei flussi pedonali esaltando le viste prospettiche degli edifici con un rimando alla storia, un segno che riprende il sedime dell’impianto originale della chiesa di SAN GIACOMO.
I gradoni saranno realizzati in lastre di granito bianco bocciardato e avranno, nella parte inferiore dell’alzata un sistema di illuminazione a led che garantirà gli aspetti emozionali e suggestivi nelle ore notturne. Sarà di fatto un piccolo “anfiteatro” per ospitare eventi e rappresentazioni della vita sociale di Como, in grado di attrarre e affascinare i cittadini comaschi e richiamare il turismo.


3.Piazza Roma:

L’idea progettuale per la riqualificazione funzionale di Piazza Roma nasce dall’esigenza di collocare al suo interno una serie di attività che oggi gravano sul centro storico e che da tempo cercano una collocazione possibile.  Quelle attività che, negli ultimi anni, sono diventate “nomadi” e “camaleontiche” dovendosi conti-nuamente adattare a luoghi e spazi diversi. Abbiamo pensato a tutte quelle attività sia di carattere culturale, che meramente commerciale e alle attività economiche di diverso genere, che la città è in grado di esprime, talvolta anche con punte di eccellenza nei consensi e nella partecipazione, sia della comunità stessa, sia come potenziale richiamo attrattivo e turistico. Pensiamo quindi a manifestazioni culturali come “Parolario”, la “Fiera del Libro” ma anche ai mer-catini di Natale, alle fiere gastronomiche, all’esposizione e vendita dei prodotti del territorio, a tutte quelle attività di tipo commerciale che necessitano di promozione e presentazione, ai mercati arti-gianali .  Nel quadro programmatico proposto dal tema concorsuale abbiamo quindi pensato di prevedere in futuro, un ulteriore lotto di lavori che completerebbero l’idea, con l’istallazione di una struttura leggera e coperta in grado di assolvere tali funzioni. La struttura sarà a tutti gli effetti un “edificio poli-funzionale”. Per esempio nello spirito degli edifici liberty in ferro e vetro che caratterizzano il nostro Lago, molto trasparente e leggera in grado di ospitare le manifestazione che si susseguono durante l’anno, sia nei mesi estivi che in quelli invernali.  A questo punto la riqualificazione della piazza sarà completa e potrà godere delle aree vedi perti-nenti e attrezzate per la sosta, la contemplazione, la lettura, l’incontro e la socializzazione. Potrà usufruire dei percorsi pedonali e ciclabili dedicati, degli spazi per la sosta dei residenti, delle aree esterne dedicate alle attività commerciali, dell’illuminazione notturna.
 Nel presente concorso, il luogo definito dalla piazza, sarà quindi trattato come un grande spazio aperto verso il muro di confine dei giardini dell’arcivescovado dove, nell’immediato futuro, possono trovare comunque posto strutture prefabbricate e temporanee. Verrà pavimentata con lastre di porfido nelle colorazioni naturali del materiale con inserti in granito bianco. Sarà dotata di un sistema di sedute fisse e mobili. I filari alberati esistenti verranno riquali-ficati mediante la formazioni di aree verdi divise in settori e piantumate con essenze arboree diverse. Sarà consentito il passaggio dei sistemi di trasporto pubblico e residenziale con la creazione di una zona a 20 km/h alla stessa quota della piazza pedonale.

4.Via Pretorio

Lungo gli edifici che si affacciano su via Pretorio la presente proposta progettuale prevede di rea-lizzare delle aree verdi di protezione verso il porticato, con spazi destinati alle attività di ristorazione all’aperto. Chi percorrerà la via Pretorio arrivando da Piazza Vedi potrà quindi godersi una pas-seggiata nel verde con una suggestiva visione del Broletto e degli scorci prospettici di Piazza Duomo. Queste isole verdi saranno trattate con essenze arboree basse e profumate al fine di non alterare la vista degli edifici che su di esse si affacciano. Sarà a tutti gli effetti un luogo dove pas-seggiare e/o godersi un aperitivo serale o una cena all’aperto in prossimità del Doumo.

5.Conclusioni
Le proposte progettuali presentate hanno un filo conduttore che affonda le proprie radici nella rap-presentazione della vita sociale come veicolo in grado di generare “forma” e “carattere” fortemente connotati, propri della città contemporanea.
Sono rivolte alla riqualificazione degli spazi ad uso pubblico al fine di garantire e godere di una mi-gliore fruibilità pedonale, favorendo le attività sociali ed economiche a tutti i livelli, con l’orientamento preciso di diventare poli attrattivi all’interno della città storica.
Le scelte progettuali sono quindi rivolte alle persone che ne fruiscono, al fine di stimolare i rapporti sociali e le suggestioni emotive di chi attraverserà questi luoghi. .
Si è pertanto valutato, sul piano dell’importanza per la riqualificazione oggetto di concorso, la “funzione” come primaria, rispetto alla “forma” sicuramente secondaria.
Purtroppo, non sono i muri e i marciapiedi che “fanno le Città”, ma la vita sociale delle Persone e la loro Storia.