





Residenza Socio Assistita_Pavia
Il concorso per l'ampliamento della residenza sanitario assistenziale sanitario di Sannazzaro de' Burgundi è occasione di riqualificazione del consolidato e pregevole tessuto urbano cittadino, attraverso un intervento diretto di ristrutturazione edilizia del fabbricato limitrofo al centro esistente di recente acquisizione da parte dell'amministrazione.
Il progetto prevede la demolizione del corpo di fabbrica e la successiva realizzazione di un nuovo edificio posto tipologicamente in contiguità ai percorsi esistenti attraverso un intervento di demolizione con successiva ricostruzione nel rispetto della volumetria esistente, ricompreso pertanto come da normativa vigente, nei termini della “ristrutturazione edilizia”.
L'edificio, in conformità ad articolo 18.1 di NTA di PRG vigente, è azzonato in “zone prevalentemente residenziali”, ovvero “A”, ove nel rispetto di Legge 02/04/1968 num. 1444, è consentito lo sviluppo di destinazioni d'uso “attrezzature per l'ospitalità” come da richieste formalizzate dall'amministrazione del Pensionato Sannazzarese attraverso il bando di concorso.
Lo strumento di piano vigente dispone per l'edificio un intervento ordinato in “ristrutturazione edilizia 2”, ovvero lo ricomprende in un intervento su edifici rimaneggiati in tempi recenti che, privi di specifici valori architettonici, se non nei valori urbani di continuità di fili ed allineamenti stradali e di indicazioni volumetriche che esprimono all'interno del sedimentato contesto.
In sostanza l'intervento è conforme ai disposti di art. 31 punto d) e di art. 16 punto 16.1, di Legge 05/08/1978 N. 457, oltre ai più restrittivi e specifici disposti dettati art. 18.2 punto 2) di NTA di PRG vigente, prevedendosi il mantenimento dei caratteri materici caratteristici della tradizione costruttiva locale, riscontrabili sul territorio di Sannazzaro.
L'intervento è in ogni caso di natura “conservativa” (cfr. art. 18.3 di NTA di PRG) concretabile con una ristrutturazione edilizia “RT”, che escluda la complessità di un intervento urbanistico preventivo.
Il progetto infatti già possiede il carattere urbano e la valenza tipologica dettata dal funzionamento del preesistente edificio.
Per questo si pone come un oggetto che “conserva” il funzionamento dell'esistente.
Scopo principale è unicamente quello di ampliare l'esistente attraverso l'inserimento di una decina di nuovi posti per ulteriori ospiti, allineandosi a quanto esistente sul piano tipologico.
Il “Pensionato” si sviluppa su 3 piani fuori terra e un piano interrato (nel solo braccio del corpo di fabbrica lungo la via alla costa).
Il progetto prevede un ampliamento lungo la prosecuzione degli esistenti corridoi dei tre piani fuori terra nei modi che qui di seguito a scopo di semplificare la trattazione possono così essere riassunti:
- a piano terra si prevede lo smantellamento del vano scala esistente di collegamento del piano col primo livello, come pure si prevede la demolizione dell'attuale stanzina per l'animatrice, oggi “invasiva” sullo spazio diurno degli ospiti.
I due elementi vengono ricollocati in modo da essere maggiormente funzionali allo sviluppo dell'attività esistente. Si progetta una nuova scala che, collegando i livelli tutti di ampliamento permetta, oltre a rappresentare una nuova via di fuga, la definizione chiara dei percorsi e dei flussi che intervengono sull'edificio.
Affiancato al vano scala di nuova costruzione è il vano ascensore che, collegando tutti i livelli dell'edificio e pertanto dalla dispensa a piano seminterrato agli spazi per gli ospiti, alle aree per il personale di servizio, rappresenta un comodo sistema di connessione verticale di uomini e merci che ottimizzi la fruibilità degli ambienti e consenta una semplificazione spaziale.
Il piano terra è occasione per il ridisegno dello spazio a cucina che viene qui riprogettata al fine di costituire un centro di produzione di 150 pasti nel rispetto dei requisiti strutturali stabiliti dalla normativa vigente.
L'office così collocato consente una rapida connessione delle merci e dei cibi sia durante le operazioni di carico/scarico e fornitura dall'esterno sia durante le operazioni di trasporto pasti verso la sala da pranzo.
E' definita anche un'area di servizio e di controllo per il personale,progettata in posizione intermedia tra lo spazio per gli ospiti e le aree di servizio (cucina, spogliatoio, wc, dispensa) in modo che possa occupare uno spazio centrale.
Collegata a questa area è il cortile di proprietà comune con gli edifici limitrofi della via Incisa. Attraverso questo collegamento si prevede che avverranno le operazioni di carico/scarico tramite mezzi di piccole dimensioni (i camion più grandi eseguiranno le operazioni direttamente da strada verso l'office sopra descritto).
Il carico/scarico dal cortile è agevolato dalla presenza nell'immediato ingresso dell'ascensore-montacarichi di nuova progettazione.
- Ai piani primo e secondo il progetto prevede continuità con l'attività esistente. In particolare, attraverso l'inserimento di spazi a “salottino di transito” accessibili dagli ospiti se accompagnati dai parenti o dal personale del Pensionato, si progettano nuove stanze per i due livelli.
In particolare:
o a piano primo si progettano numero 3 stanze doppie destinate ad ospiti in parte o integralmente autosufficienti,
o a piano secondo numero 3 stanze per ospiti non
autosufficienti.
Per una ricettività complessiva di nuovi 14 posti letto.
Con l'intervento, nei punti di connessione si vanno a perdere numero 4 posti letto (una stanza completa) a piano primo, “sacrificata” dall'inserimento dei nuovi collegamenti orizzontali, i nuovi “salottini” e i rinnovati percorsi di accesso al terrazzo esistente (oggi purtroppo di scarso utilizzo) e numero 1 posto letto a piano secondo.
Pertanto si considera un bilancio in attivo per l'intervento di numero 9 posti letto aggiuntivi rispetto allo stato attuale dei fatti, in conformità con quanto previsto da art. 5 di bando di concorso.
I locali si presentano secondo una chiara tipologia che differenzia visivamente lo spazio servito delle stanze con lo spazio servente dei collegamenti e delle “parti comuni”.
In particolare è chiara la differenziazione dei pesi volumetrici tra spazio aule con lo spazio ad esse circostante. Pesi percepibili da una chiara composizione che conferisce una chiara lettura e riconoscibilità delle stanze nel contesto:
- lo spazio per l'uomo viene sottolineato nella sua importanza, presentandosi come “cellule” da abitare sollevate dal suolo da uno “zoccolo” a piano terra destinato a servizi proprio alle stanze destinato;
- i servizi sostengono lo spazio per gli ospiti conferendo al progetto una chiara impostazione gerarchica tra spazio servito e spazio servente, attraverso una semplice lettura volumetrica.
Stanze doppie sono progettate come due singole filtrate dalla sola presenza di servizi in comune.
Il “nocciolo servizi” permette una differenziazione degli spazi ed una conseguente condizione di privacy per gli ospiti che, solo all'occorrenza entrano in contatto tra di loro.
La luce naturale entra nelle camere e descrivendo i percorsi genera lo spazio,attraverso una ancora chiara lettura gerarchica del funzionamento spaziale.
Un corridoio di luce individua la zona più “a giorno”, zona comune per i due ospiti, dove la stanza è arredata con tavoli e sedute, configurando un'area di socialità.
In zona più buia, limitrofa al corridoio di luce naturale sono ubicati gli spazi privati, rappresentati da un letto e da armadi a muro.
I servizi igienici sono dotati di elementi conformi alle specifiche tecniche per le case di riposo. E' prevista la presenza di docce a pavimento al fine di ridurre la massimo ogni possibile elemento che possa costituire ostacolo o barriera architettonica.
I percorsi interni ed esterni alle stanze sono progettati nel rispetto della normativa vigente tutta sul superamento delle barriere architettoniche, prevedendosi in particolare corridoi lungo cui è sempre consentita la rotazione completa di una carrozzina (150 cm).
I percorsi attorno alle camere, spazio comune per gli ospiti, risultano abbondantemente illuminati attraverso finestrature che si trovano in fondo ad ogni corridoio. Aspetto che conferisce particolare benessere agli ospiti che si sentono sempre a contatto con lo spazio esterno.
A piano primo i percorsi portano anche alla terrazza comune che, attraverso l'inserimento di elementi lignei frangisole su cui si prevede di favorire la crescita di rampicanti, configurano una serie di spazi di sosta in cui gli ospiti possono sostare accompagnati dai loro parenti o dai dipendenti della struttura.
Intervento che vedrebbe il riuso di uno spazio esterno oggi inutilizzato.
L'intervento orientato al riutilizzo del terrazzo esistente è da considerarsi possibile proprio grazie all'inserimento dei nuovi collegamenti (verticali ed orizzontali) che consentono un accesso all'esterno attraverso le parti comuni dello stabile.
Aspetto fondamentale che consente un impiego “sorvegliato” del terrazzo, oggi di eventuale esclusiva fruizione da parte degli ospiti delle camere ad esso prospicienti che oltretutto non ravvisando un'area di interesse “pubblico” scarsamente la frequentano.
Il presente spazio esterno è inutilizzato anche a causa della sua esposizione a ovest che comporta una eccessiva insolazione durante le ore pomeridiane dei mesi estivi.
Il progetto tramite l'inserimento di elementi frangisole si pone pure come strategia al riuso del presente spazio esterno.
Il progetto anche in questo senso costituisce elemento di riordino e di riuso delle porzioni di fabbricato esistenti e di scarso interesse da parte dei residenti.
L'ampliamento presentandosi come spazio “a percorso” su cui sono disimpegnate nuove stanze private, sottolinea qui la sua volontà di connessione con quanto è esistente.
Il progetto in tal senso non è riassumibile nel solo inserimento di una decina di posti letto, ma piuttosto nella valorizzazione degli ambiti di socialità che sono periferici alle nuove stanze.
Le camere progettate hanno terrazzi coperti verso la via Incisa.
Sbalzano verso l'esterno senza ingombrare la sede viaria esistente.
Interno ed esterno dialogano direttamente in una composizione unitaria rappresentata dalle “scatole-stanze” che come dei cannocchiali progettano il nuovo fronte strada.
L'architettura instaura un rapporto dialettico tra utente-ospite della struttura e il cittadino fruitore dello spazio esterno, attraverso una continuità di elementi che percorrono e si dichiarano lungo la profondità dell'isolato. architettura articolata coerentemente tra interno ed esterno.

webdesign